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Stadtschaft
Da Berlino il blog bicefalo che non parla tedesco ovvero due campagnoli veneti nella grande città.

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giovedì, marzo 26, 2009
 
Haferschleim

Ringrazio pubblicamente Anna per avermi fatto scoprire questo manicaretto germanico. Mi ha consigliato, qualche mese fa, di mangiarne il più possibile per acquietare lo stomaco duramente provato da un’influenza intestinale: ha funzionato, e da allora è diventata una delle mie colazioni preferite. Che poi sarebbe il porridge inglese, ma vuoi mettere quanto è più poetico chiamarlo “pappa d’avena”? Il Sansoni dice addirittura “mucillagine d’avena.”
Si fa così: metti sul fuoco un pentola con due dita di acqua e latte, dosati a piacimento; io di solito faccio 70% d’acqua e 30% di latte. Un attimo prima che la miscela cominci a far le prime bollicine versi un po’ di fiocchi d’avena, una presa di sale e cominci a mescolare la broda con un cucchiaio. Io ne uso uno di metallo, ché fa un rumore gradevole sul fondo della pentola e alla fine è più facile leccar via lo schleim che vi rimane incollato. Si va avanti così per circa 4 minuti, aggiungendo fiocchi d’avena e rimestando, finché la crema non avrà ottenuto la giusta consistenza: limacciosa e appiccicosa.
A questo punto ci si può sbizzarrire a insaporire la sbobba con due cucchiaiate di qualcosa, perché mangiata così fa davvero schifo. Io finora l’ho condita con, in ordine di gradevolezza: zucchero di canna, marmellata di mirtilli, zucchero e cacao in polvere, zucchero e cranberry secchi, composta di prugne, miele.
Ho anche provato diverse versioni salate, con i fiocchi d’avena cotti in acqua con dado vegetale. E un pizzico di curry. In un caso ho aggiunto a due minuti da fine cottura una zucchina grattugiata. A freddo abbondante parmigiano e un filo d’olio d’oliva. Non male. Secondo me si può eventualmente anche usare come ripieno per i ravioli fatti in casa. In un’altra occasione ho tostato su una padella antiaderente una manciata di semi di girasole e pinoli e poco prima di togliere la padella dal fuoco vi ho versato un filo di salsa di soia. Poi ho rovesciato il tutto sull’haferschleim caldo e ho mescolato. Ma basta esplorare frigo, cassetti e scaffali per improvvisare sempre nuove combinazioni: formaggio di capra e paprika, olive e acciughe, un uovo e del prosciutto cotto a dadini, cipolla e zafferano, carote e curcuma, nero di seppia e semi di zucca, bottarga e noci di acagiù, arame e carciofini…

Ale
postato da t.lupo | 14:38 | commenti (15)


sabato, marzo 21, 2009
 
Ho 33 anni. Sarebbe anche venuta l'ora che mi facessi un amico immaginario.

Ale
postato da t.lupo | 19:18 | commenti (6)