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Stadtschaft
Da Berlino il blog bicefalo che non parla tedesco ovvero due campagnoli veneti nella grande città.

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venerdì, settembre 19, 2008
 
Finalmente anche noi avremo una segreteria telefonica. Ora dobbiamo decidere quale sarà il nostro messaggio di benvenuto. Lupo dice che il messaggio bilingue italiano/tedesco non gli piace. Secondo lui dovremmo optare per l'inglese. Io temo possa intimorire sia i tedeschi che gli italiani, e credo che chi non ci conosce potrebbero pensare che non parliamo la sua lingua e riattaccare perché pensa di dover lasciare un messaggio in inglese e si imbarazza. Voi che dite?
Devo anche ammettere che la tentazione di accogliere i nostri interlocutori con "Hey how ya doin' / Sorry ya can't get through / Why don't you leave your name / And your number / And I'll get back to you" è fortissima. Ovviamente cantata da me, che so fare benissimo l'accento hip hop.

Ale
postato da t.lupo | 00:50 | commenti (11)


sabato, settembre 13, 2008
 

Fritto misto


Per prepararmi alla visione di Milk sto guardando il documentario di Robert Epstein The Times of Harvey Milk (1984) scomposto in dieci filmati e caricato su tutubi da un certo 10speedrockingbike, che ringrazio del servizio.

Consiglio vivamente. Se non avete voglia di vedervelo tutto, date almeno un’occhiata ai filmati 3/10 e 6/10.


Mi ha molto colpito l’attenzione che i media tedeschi hanno dedicato alle Paraolimpiadi. Basta una ricerchina su Google News Italia e Google News Deutschland per vedere quanto peso danno all’evento i media dei rispettivi paesi. E se da una parte abbiamo Diregiovani, Vita, La Gazzetta dello Sport e Bluewin, dall’altra ci sono Focus, Financial Times Deutschland, Frankfurter Allgemeine  e Süddeutsche Zeitung.

Mi ha quasi commosso sentire che il presidente Köhler all’apertura dei Giochi ha ricevuto personalmente i partecipanti tedeschi presso l’ambasciata di Pechino.


Il weekend 5-7 settembre ha dato inizio alla nuova stagione berlinese dell’arte. Tra venerdì e sabato hanno inaugurato tutte le più importanti gallerie di Lindenstraße, Zimmerstraße, Auguststraße e Linienstraße, Brunnenstraße e dei nuovi capannoni dietro l’Hamburger Bahnhof

Io e Lupo ci siamo fatti una bella maratona, con una puntatina anche a The Building e abc art berlin contemporary. Alla fine, la galleria berlinese che preferisco si conferma essere la Birgit Ostermeier di Brunnenstraße. L’artista più interessante della sua ultima collettiva (Schein) è Markus M. Zimmermann, con i suoi suggestivi paesaggi in scatola da sbirciare attraverso un buchino. Vediamo se riesco a spiegarmi. L’artista inserisce in ordinarie scatole di cartone oggetti quotidiani come spugnette da cucina, polistirolo, vaschette di plastica da cioccolatini, ecc. assemblandoli in modo da creare degli ambienti artificiali. Taglia poi una o più aperture nel cartone e le sigilla con fogli di plastica colorata trasparente. Infine fa un buchino in uno dei lati della scatola. L’osservatore prende in mano la scatola e avvicina l’occhio alla fessura. La luce che penetra nel contenitore attraverso i tagli schermati dalla plastica colorata illumina il “paesaggio” racchiusovi. Si capisce? Va be’, guardatevi le ultime due immagini di questa pagina.

Mai come prima di questo weekend passato a rimbalzare da un’inaugurazione all’altra mi ero accorto di quanti fashion victim, party monster, tribal yuppie e art fag (in questa categoria possiamo includere anche il sottoscritto) stanno invadendo la scena artistica della città. O almeno la sua manifestazione più istituzionale e mondana, ovvero appunto il vernissage. Un po’ mi sono venuti i brividi. Stiamo infine assistendo alla londonizzazione di Berlino?

Seguono tre foto scattate dal sottoscritto al Tape, il club di Heidestraße dove venerdì ha inaugurato una mostra che tra l’altro è stata l’apoteosi del “Ma siamo a Berlino o al Nag Nag Nag d’antan?” in fatto di fauna inquietante (che nelle foto non compare).



Cessi con video



Shalömchen (come dire, shalomino)



Dal “terrazzo”

 

Ale

postato da t.lupo | 01:45 | commenti (2)


giovedì, settembre 11, 2008
 
Questa mattina nel canale c'era questo coso qui.
Trattasi di Belüftungsschiff, ovvero barca di aerazione. Immette ossigeno nell'acqua del canale provata dalle foglie e dalle altre schifezze che vi cadono e poi marciscono dentro togliendole appunto l'ossigeno.
Era molto suggestivo, questa mattina appena alzato, vedere questa barca bianca che procedeva lenta (la Berliner Zeitung dice 4 km/h) sull'acqua verde e oleosa del Neuköllner Schiffahrtskanal. Con uno strascico di vapore bianco che dai tubi incrostati di brina allineati dietro la cabina di pilotaggio scendeva a sfiorare l'acqua. Il timoniere guardava dritto davanti a sè un po' annoiato.

Ale
postato da t.lupo | 17:32 | commenti (8)