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Stadtschaft
Da Berlino il blog bicefalo che non parla tedesco ovvero due campagnoli veneti nella grande città.

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lunedì, agosto 27, 2007
 



Sei venuto nel cuore della Germania solo per leggere la parola arte nella tua stessa ombra.

l'upo e ale

postato da t.lupo | 02:21 | commenti (4)


lunedì, agosto 20, 2007
 



Die Wilden

l'upo
postato da t.lupo | 23:17 | commenti (5)


venerdì, agosto 17, 2007
 

“Leben”, il nuovo magazine del settimanale “Die Zeit”, ha selezionato 64 sostantivi e investigato città per città quali vengano googlati più spesso.
A Monaco i termini più ricercati sembrano essere carriera, profitto, sport, piacere. Ad Augusta scappatella e passione. Ad Ulm, dove lavora , bacio. A Friburgo avventura, saggezza e silenzio. A Kempten stupidità e peccato. Nell’ex-roccaforte nazista Norimberga innocenza. Ad Heidelberg sofferenza e stress. Questo per quanto riguarda il sud.
A Magonza, una delle due capitali del carnevale tedesco, la parola più gogglata risula essere rabbia. A Gießen paura e speranza. A Fulda ebbrezza. A Kassel vendetta e destino. A Osnabrück amore, libertà e sesso. A Kiel omicidio e famiglia. Nella ricca Amburgo lussuria, arroganza, divertimento e odio. Nella povera Rostock lavoro.
Se guardiamo all’ex-Repubblica Democratica a Lipsia si cerca giustizia, a Dresda flirt e tensione, a Erfurt droga, a Chemnitz (che al tempo si chiamava Karl-Marx-Stadt) progresso e ricchezza. A Berlino: cultura, pigrizia, patria, pace, ragione, malinconia.

Bah, mi sembra un criterio molto discutibile quello di prendere in considerazione solo alcuni termini. Però in effetti se la redazione di “Leben” non avesse selezionato delle parole specifiche sarebbe probabilmente risultato che la ricerca più diffusa, a prescindere dalla città, è tipo: Paris Hilton.
Cosa dire poi dei risultati berlinesi? Il primato culturale se lo contendono in Germania diverse città: Monaco e Amburgo con i loro musei e le loro case editrici, Colonia con le sue gallerie, il suo festival di letteratura e le fiere d’arte, ma anche centri più piccoli come Bayreuth con il suo festival wagneriano, Kassel con Documenta, Weimar con i suoi due numi tutelari Goethe e Schiller e con il Bauhaus. Forse nessuna città ha però un’offerta culturale così varia come Berlino, che spazia da eventi ufficiali da capitale e commerciali da città turistica a manifestazioni di nicchia e movimenti sotterranei di culto.
La pigrizia berlinese si respira d’estate a ogni angolo dove c’è un bar, un ristorante, una panetteria, un chiosco con dei tavoli all’aperto e in ogni parco, su ogni panchina e ogni prato. In ogni momento della giornata (e sono tanti) in cui la gente non corre da un posto all’altro come se avesse i minuti contati. I maligni direbbero che si rispecchia anche nei creativi seduti tutto il giorno al bar con il loro notebook e un latte macchiato, o nella rilassatezza scontrosa degli statali, ma queste sono davvero solo malignità: i creativi si danno da fare e gli statali si lasciano raddrizzare al bisogno.
La ricerca di patria dipenderà dal fatto di essere la capitale, o di ospitare molti espatriati (volenti o nolenti).
La pace dipenderà  dai secoli di guerra, calda o fredda, che ha vissuto e dalle ferite che porta, ma la Germania è piena di lacerazioni e vuoti lasciati dalla guerra. Che i berlinesi siano più pacifisti di altri tedeschi? Non saprei.
Perché si cerchi ragione è un vero mistero per me. Berlino non mi sembra particolarmente illuminista.
La malinconia si trova senz’altro cercandola. La Neue Nationalgalerie vi dedicò perfino una mostra. La malinconia si può nascondere ovunque in una città così estesa. Io per esempio la trovo spesso fuori dal finestrino della S-Bahn, nelle strade vuote e nei parchi la notte, in cucina, in aeroporto, a Karlshorst, a Pankow, a Lichtenberg e in certe zone di Tempelhof, Tegel e Wannsee. Senz’altro a Frohnau. Ma anche i quartieri più centrali non ne sono sprovvisti.
Comunque, non so, tutta sta cosa mi sembra una forzatura alla fine.

Ale

postato da t.lupo | 21:50 | commenti (13)


lunedì, agosto 13, 2007
 
Oggi ci è arrivata in ufficio una copia omaggio di "Graffiti Magazine". Sfogliandola noto che un avvocato di Dortmund si fa pubblicità su questa rivista. Nel suo sito cita otto sentenze di processi contro graffittari. Sembra abbia anche una certa esperienza in fatto di apologia del nazismo, uso di stupefacenti, giuda in stato di ebbrezza, filesharing. Inoltre ha un'interessante sezione FAQ dove spiega, per esempio, come comportarsi quando la polizia ti ferma per strada o in caso di perquisizione.

Ale
postato da t.lupo | 12:31 | commenti (12)


lunedì, agosto 06, 2007
 

L’altro giorno il capo è arrivato in ufficio e mi ha raccontato che il suo consulente assicurativo, un vecchio sessantottino come lui, ha acquistato per 3.800 euro a un’asta organizzata da un gruppo di autonomi un radio-localizzatore che la polizia criminale aveva applicato illecitamente sotto un’auto durante le retate che precedettero l’ultimo giòtto.

Ale

postato da t.lupo | 21:24 | commenti (5)


giovedì, agosto 02, 2007
 

Quest’estate non c’è un insetto dominante.
I giornali sostengono che siamo invasi dalle zanzare. In effetti ne ho uccise molte in casa. L’anno scorso le lasciavo vivere, tanto non mi pungevano. Quest’anno invece mi pungono, quindi cerco di eliminarne il più possibile. Secondo me non ce ne sono di più, sono solo più aggressive, o più affamate.
Le coccinelle, che mi stanno simpatiche, si fanno vedere già da mesi. La settimana scorsa la mia collega ne ha portata una sulla borsa da casa sua a Weißensee all’ufficio, a Friedenau. L’altra sera una coccinella ha mangiato due briciole della mia pizza.
Le formiche si sono ingrossate ed è difficile non calpestarle. I nostri vicini hanno sparso lievito per dolci lungo le fessure del battiscopa sul pianerottolo. Che le vogliano uccidere facendole lievitare?
Dal mio panettiere di fiducia sono ricomparse le vespe, ma non siamo neanche lontanamente ai livelli di tre anni fa. Sgambettano sulle torte glassate e attaccano il tacchino del mio panino mentre lo mangio seduto su una panca fuori dalla panetteria.
Il bombo poi. Il bombo che riposava sul filo d’erba che quasi stavo per urtare. I bombi che si trascinano moribondi sul terrazzo dell’ufficio.
E le forbici. Le forbici che fanno il nido nel freno della bici di Lupo. Quella schiacciata tra uno scottex e il tagliere. Quella che scorrazzava sulla schiena di Lupo.
In giro per boschi abbiamo incontrato centinaia di scarabei e di limacce.

Ale

postato da t.lupo | 21:22 | commenti (9)