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Stadtschaft
Da Berlino il blog bicefalo che non parla tedesco ovvero due campagnoli veneti nella grande città.

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mercoledì, febbraio 28, 2007
 

Cercando il nostro quartiere su youtube trovo…

Un’aggressione in ascensore ripresa con un cellulare e un brutale episodio di bullismo. Ma anche una passeggiata col cane nel parco dell’Hasenheide e due amici in bici lungo il Landwehrkanal tra Kreuzberg e Neukölln “on a nice summer afternoon”. Un corto horror grottesco, un tappeto volante (i primi due minuti evitabilissimi), l’ispezione di un appartamento vuoto, l’album ricordi di una studentessa Erasmus e della sua amica in visita, una bambina che crescerà bilingue e l’atterraggio di un Rosinenbomber (what’s rosinenbomber?) in volo celebrativo.

Un servizio televisivo sulla scuola professionale che l’anno scorso finì sotto i riflettori della cronaca nazionale perché, dopo che alcuni studenti avevano aggredito dei professori, fu la prima scuola tedesca a subire controlli della polizia ai cancelli. Nel servizio si dice che certi insegnanti presero a portarsi il cellulare in classe per poter chiamare aiuto nel caso la situazione fosse degenerata. Come motivo scatenante dei disordini gli insegnanti addussero, secondo gli autori del servizio, le alte percentuali di immigrati tra gli alunni: 35% libanesi, 26% turchi, 22% altre nazionalità, 17% tedeschi.
Un servizio televisivo di un annetto successivo, dopo che gli studenti della Rütli-Schule erano diventati i cocchi della televisione, documenta l’organizzazione di un workshop di hip hop volto ad impegnare i ragazzi con un progetto che catalizzasse la loro irrequietezza su un’attività creativa e li responsabilizzasse. Altre attività extrascolastiche impiegate per uscire dalla crisi furono la collaborazione con una fattoria del Brandeburgo dove gli studenti potevano prendersi cura degli animali e la creazione di una linea di streetwear.

Molti video-collage ad opera di crew o clan di adolescenti turchi, kurdi, libanesi, palestinesi che vogliono fare i ganxta. Il migliore trovo sia questo.

La colonna sonora di Neukölln sembra essere l’hip hop. Gangsta rap: kurdo, libanese-palestinese, tedesco-polacco. Hip hop politico contro i tagli al sussidio di disoccupazione e sulla guerra aperta tra kurdi e turchi inTurchia. Un pezzo sociale con slide show che mostra alcuni Neuköllner Jungs con i loro cuccioli di pitbull e le spippettate di narghilè all’Um Kalthum della Sonnenallee. Una celebrazione della fratellanza turco-araba a Neukölln su foto scattate in uno dei luoghi-simbolo del quartiere: la palestra. Un video su quanto troie sono le donne tedesche. Uno machista. Uno gangsta nelle intenzioni ma alla fine molto tenero, sarà per quell’effetto super8. Un bel pezzo oscuro ed esistenzialista, e dallo stesso clan una profezia di rivolta urbana: “Quanto tempo ci rimane prima che anche la Germania si incendi?”. E poi tre turchi e un tedesco che si divertono a parodiare l’hip hop romantico. I Kris Kross de noartri. Un orrido pezzo pro-Hezbollah. Agli amanti del Plattenbau (what's plattenbau?) dedico invece questo assemblaggio di vedute da vari quartieri „difficili“: Gropiusstadt (Neukölln), Thermometersiedlung (Lichterfelde), Lichtenrade (Tempelhof), Märkisches Viertel (Reinickendorf).

Non mancano un po’ di krumpin casalingo (what’s krumpin?), un paio di evoluzioni in giardino, due tenerissimi traceur (qu’est-ce qu’un traceur?) alle prime armi e, visto che uno dei punti di riferimento dei ganxta di Neukölln sono i mafiosi all’americana, una splendida rivisitazione de Il padrino girata in un centro commerciale. (Parentesi, le marche feticcio del ganxta sono: Picaldi, Diesel, Alpha Industries, D&G. I più facoltosi sfoggiano berrettini e borse YSL e Gucci. Ironicamente, le felpe Alpha Industries sono molto amate anche da froci e neonazi).

Nel poco spazio lasciato dalla cultura hip hop si trovano un cantante kurdo sdentato (postato da un antikurdo), un suonatore di kemenche (what’s kemenche?), un concerto punk di fronte al Syndikat in Weisestrasse, un concerto per anziani e un paio di video che rivelano la passata appartenenza del quartiere al settore americano: una jam session di blues, una cosa pallosissima alla Santana e un’interpretazione di Sweet Georgia Brown.

Per chi si chiedesse cosa si mangia a Neukölln: uno snack rosa fritto (con colonna sonora da He-Man), una cena concettuale, fast food aperto 24 ore su 24.

Continuando a ravanare nella monnezza si trovano: un ragazzino che si guarda i pornazzi e viene punito da Allah, due amici cantano la sigla tedesca di Pokémon, altri due amici fanno videoke su un pezzo di Massari (who’s Massari? lo volete sapere davvero? et voilà), una partita di calcio senza pallone e la decapitazione di Saddam.

È interessante poi vedere le tag che mettono questi tizi ai propri video per aumentare la loro visibilità. Per esempio, le tag di questa straziante documentazione di un ragazzino ucraino che sbocca in un secchio sono: kotze [vomito] eklig [schifoso] pfui [bleah] hund [cane] barf puke opfer [sfigato; letteralmente: vittima] jude [ebreo] hitler wedding ucraine 44 neukölln [44 era il codice postale che identificava il nostro quartiere ai tempi di Berlino Ovest; alcuni di questi codici vengono ancora usati dalle crew o i clan di quartiere e si trovano stampati su magliette, borse e felpe in vendita in giro per la città; il più diffuso è sicuramente Kreuzberg 36] spast [spastico, usato come insulto] schwein [porco] boyz. Questo coglione che canta ha invece intitolato il proprio video “9/11” e le tag sono: islam happy jewish drama funny berlin neukölln. A questa ripresa di una festa di nozze turca hanno appiccicato le seguenti tag (selezione): STRAßENKAMPF [lotta di strada] FIGHT NIGER HUREN [puttane] KUNGFU BREAKDANCE WINGTSUN TUPAC GERMAN GERMANY BERLIN FRANKFURT BITCH MOTHERFUCKER PORNO KICKBOXEN MUYTHA ONG BAK BRUCELEE jude [di nuovo ebreo] affe [scimmia] tiere [animali] stark [forte] power man kino [cinema] neu new hip hop rap german mongole china sports soccer trix xxx funny people shit eat perverse gedanke [pensieri perversi] zauber [magia] scheiße [merda] alt old musik jt justin timberlake micheal jackson tupac big b.i.g scarface tony monatana al capone al pacino de niero [scritto alla tedesca: “ie” si legge come una “i” lunga] usa american islam bozkurt pkk uck ira eta hamas woman skateboard robie williamas boxen alle langeweile [noia] france world-cup mexico kanada Istanbul Ankara diyarbakir elazig izmir stolz [orgoglio] goerg bush saddam husein hitler walter adolf steve david blain mohammed jesus moses abraham ali aleviten schiiten sunniten gott alien berge david coperfield texas california new…

A proposito di politica…
Una manifestazione neonazista del 2003: 250 partecipanti e 1000 poliziotti.
Una protesta antifa dello scorso ottobre, il giorno della prima assemblea comunale di Neukölln a cui partecipò l’NPD (partito neonazista che alle ultime comunali ottenne nel nostro quartiere il 3,9% dei voti): la signora sandwich intervistata davanti al municipio racconta di andare in giro per la città a fotografare e poi cancellare tutte le scritte nazistoidi che trova.
Una sfilata di nazionalisti kosovari davanti alla porta di Brandeburgo.
Dei compagni in visita al monumento di Ernst Thälmann (who’s Ernst Thälmann?) a Ziegenhals.

Last but not least, la pet parade!

Ale

postato da t.lupo | 21:48 | commenti (22)


sabato, febbraio 24, 2007
 

Aggiornamento


Messaggio di mia madre: "Ho sentito che la Merkel si è scottata la mano preparando l’oca al forno al marito. Sembra che in Italia non ci sia altro a cui pensare"

Ale

postato da t.lupo | 15:49 | commenti (2)


venerdì, febbraio 23, 2007
 

Non per fare il benaltrista. Né il catostrofista. Giusto perché qui si parla d’altro.

Qui è su tutte le prime pagine: il mondo ha tempo fino al 2020 per evitare la catastrofe climatica. Messa così fa impressione.
Il Financial Times Deutschland ha anticipato una bozza del rapporto sul clima commissionato dalle Nazioni Unite che dovrebbe uscire a maggio. Se entro il 2020 le emissioni di gas serra non diminuiranno, la temperatura terrestre si alzerà di più di 2°C rispetto ai livelli dell'era preindustriale, con conseguente scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia e aumento dell'acidità degli oceani. (Sì, Lupo, sarei dovuto venire a vedere il documentario di Al Gore). Entro il 2030 andranno investiti circa dodici bilioni di euro - cifra che non riesco a figurarmi esattamente - nell'adozione di tecniche a basso utilizzo di biossido di carbonio. Tutte le iniziative intraprese finora (compreso il protocollo di Kyoto) non bastano ad arrestare il processo.
Nell'illustrare le cause dell'effetto serra il rapporto indica le seguenti percentuali:
30,9% settore agricolo e forestale. L’enorme produzione di gas in questo settore dipende soprattutto dall’uso di fertilizzanti a base di azoto, dalla pratica del debbio e dal metano prodotto dagli allevamenti di bestiame;
25,9% settore energetico;
19,4% settore industriale;
13,1% trasporti.
7,9% sistemi di riscaldamento.
Leggo tutto questo sulla Berliner Zeitung. L'articolo si conclude dicendo: "Al momento è pronta solo la bozza della terza parte del rapporto dell’IPCC commissionato dalle Nazioni Unite. Alcuni esperti indipendenti hanno dichiarato che il rapporto nella sua versione definitiva potrebbe variare nettamente rispetto alla sua forma attuale: è molto improbabile che la redazione finale mantenga toni così drastici.”


Ale

postato da t.lupo | 20:36 | commenti (2)


martedì, febbraio 20, 2007
 

Questa sera, uscito dall’ufficio, passando per Rüdesheimer Platz vengo attratto dalle note di “I Will Survive”. Mi guardo attorno: dal palazzo in costruzione all’angolo con Rüdesheimer Strasse si proiettano sul marciapiede luci intermittenti rosa e gialle. Il palazzo è avvolto dalle impalcature; al piano terra, da cui arrivano musica e luci, mancano ancora gli infissi: i vani di porte e finestre sono coperti da teli di plastica opaca. Mi immagino dietro quei teloni impolverati dei muratori berlinesi sudati che si agitano al ritmo dell’evergreen di Gloria Gaynor.  Non posso non pensare a Bart e Homer nella disco-acciaieria.
Giro l’angolo, mi avvicino al palazzo, noto un vano porta aperto. Sbircio e vedo tavole riccamente imbandite, in mezzo a sacchi di cemento, assi di legno e utensili ammucchiati alla meglio. Sedute ai tavoli diverse famigliole di questo quartiere bene che fu bohémien, con pargoli e nonne.
Purtroppo non trovo nessuno a cui chiedere cosa stia succedendo e allora me ne vado, sulle note di “I Will Survive”, un po’ deluso e un po’ divertito.

Ale

postato da t.lupo | 21:40 | commenti


giovedì, febbraio 15, 2007
 
Come si fa a non perdonare immediatamente ogni ritardo, eccesso di zelo da parte dei controllori o aumento delle tariffe a un'azienda dei trasporti pubblici che ha un'idea come questa?

Ale (via Lupo)
postato da t.lupo | 23:55 | commenti (4)


lunedì, febbraio 12, 2007
 

Stadtschaft consiglia: "Arte e propaganda nella lotta delle nazioni. 1930-1945", fino al 29 aprile al Deutsches Historisches Museum. Dove si nota come i regimi totalitari tedesco, italiano e sovietico si siano posti nei confronti delle avanguardie storiche, di volta in volta integrate o respinte, e come nell’arte ufficiale delle tre nazioni avanguardia e kitsch spesso andassero a braccetto. Molto stimolante l'inclusione degli Stati Uniti di Roosevelt e del "New Deal", che illustra come le campagne propagandistiche e di informazione di uno stato democratico condividessero tecniche di comunicazione ed elementi iconografici della propaganda antidemocratica, pur distinguendosi da quest'ultima nella misura in cui davano spazio anche alla documentazione di problemi e ingiustizie reali quali il degrado urbano o la povertà delle campagne, a cui il governo Roosevelt si proponeva di porre rimedio. Non me lo vedo Goebbels che commissiona un progetto fotografico come quello della FSA.
Andate numerosi. Il biglietto costa 4 euro.

Ale

postato da t.lupo | 11:01 | commenti (3)


domenica, febbraio 04, 2007
 
Nachts, ein Fuchs

Ho visto di nuovo una volpe. Questa volta da vicino, un paio di metri. Ieri notte verso le 3:30 io e Anna tornavamo a casa dall'Ackerkeller e lei, silenziosa, ha attraversato un'aiuola del municipio di Neukölln. Mentre si allontanava verso la Karl-Marx-Strasse ha abbaiato, se le volpi abbaiano. Un verso stranissimo, a metà tra un ululato e un miagolio. Poi ha preso la Boddinstrasse ed è sparita.

Ale
postato da t.lupo | 20:24 | commenti (9)


venerdì, febbraio 02, 2007
 

Un lancio della Reuters rivela che oggi pomeriggio in Potsdamer Strasse Ale si è comprato 1 x 1,5 metri di denim grigio/blu che sembra abbia intenzione di cucire dal ginocchio in giù a un paio di pantaloni militari neri scoloriti, un tempo lunghi alla caviglia e dall’estate scorsa tagliati corti al ginocchio e sfilacciati. In questo modo Ale otterrebbe un paio di pantaloni militari lunghi neri scoloriti fino al ginocchio e grigio/blu dal ginocchio in giù.
Non possedendo una macchina da cucire si suppone voglia lavorare di ago e filo. Per questo motivo domani si dovrebbe procurare del filo, un rocchetto o due, si spera di un colore ragionevole.
Al momento attuale non è dato prevedere quanto durerà l’operazione di sutura e confezione e, soprattutto, che aspetto avrà il prodotto finale.
È lecito sospettare che in questo malsano progetto Ale si sia lasciato ispirare da qualche modello visto nel negozio della sua designer preferita, Claudia Skoda, o al Berlinomat.

Ale

postato da t.lupo | 21:37 | commenti (8)