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Stadtschaft
Da Berlino il blog bicefalo che non parla tedesco ovvero due campagnoli veneti nella grande città.

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sabato, gennaio 27, 2007
 
Ore 20:51, messaggio a Lupo:
Comunque l'altroieri in sauna ho scoperto che è un casino masturbare un circonciso. Praticamente impossibile senza lubrificante.

Ore 20:55, messaggio al mio ex preferito:
Comunque l'altroieri in sauna ho scoperto che è un casino masturbare un circonciso. Praticamente impossibile senza lubrificante. O sono io che sbaglio qualcosa?

Ale

postato da t.lupo | 19:35 | commenti (8)
 

Miscellanea filoberlinese

In cima allo schedario del collettivo medico della R.strasse è comparso un vaso di sanguisughe. Ora offrono anche questo tipo di cura contro artrite e reumatismi.
In sala d’attesa, come sempre, un ventaglio di tipi rappresentativi della popolazione di Kreuzberg. La signora turca col velo, le studentesse antifa, vecchie frocie di sinistra. Manca comunque il ragazzino turco. Brutto segno, secondo me. Non per lo studio medico bensì per il ragazzino turco, a cui farebbe un sacco bene frequentare posti del genere.
L’altro giorno il mio dottore, dopo avermi diagnosticato una gastrite, mi ha regalato una confezione intera di Tepilta, da prendere al bisogno. Dice che gliel'aveva portata una paziente a cui non serviva più. E mi ha consigliato di seguire il corso di rilassamento progressivo di Jacobson.

Il mio ristorante preferito dove cenare in una buia serata d’inverno è lo Chagall di Kollowitzstrasse. Dentro tavoli di legno e pareti color nocciola brunite dalle candele, fuori l’inverno e i lampioni di Senefelderplatz. Una zuppa e una birra, il fumo e le voci degli altri clienti – un misto di turisti e habitué locali – ti scaldano mentre guardi dalla finestra la piazza bagnata. Io di solito prendo una soljanka o una bortsch, Lupo la zuppa di porro e formaggio. Tutte buonissime. Invece per bliny, pelmeni e vareniki nessuno batte il Voland di Wichertstrasse.

New York is not for little pussies who scream”
Durante la visita in discoteca dei protagonisti de La venticinquesima ora di Spike Lee ho pensato a chi dice: New York è la città dove scopri se sei in grado di sopravvivere a questo mondo, la città che screma i vincenti dai perdenti, dove per arrivare in cima devi tirar fuori le palle e gli artigli, dove puoi vincere tutto o perdere tutto.
Ho pensato: Ok, e cosa vinco? L’opportunità di entrare in una discoteca esclusiva saltando la fila? Dovrei spaccarmi la schiena e spaccare il culo a un numero x di persone per poter sguazzare nel merdoso e deprimente jet-set degli arricchiti cocainomani? Poter ascoltare DJ Dusk in una discoteca affollata di gente di merda che è lì solo perché è riuscita ad entrarci? Ma andate a cagare voi e New York. Io rimango a Berlino e vado al Berghain, dove lasciano entrare anche i “loser” e per una decina di euro ti vedi Miss Kittin o Ellen Allien. E ci sono pure due darkroom. A Berlino gli ultimi club che hanno voluto essere “esclusivi”, il Blu e il Dorian Gray di Potsdamer Platz o il Goya di Nollendorfplatz, sono andati in malora in un batter d’occhio.
Se gli speculatori immobiliari e la progressiva gentrification di ampie zone della città rovineranno tutto non lo so dire. Spero di no. Non nei prossimi cent’anni, perché c’è bisogno di città come Berlino, ho pensato.

Ieri mattina passeggiando dal dottore al Videodrom (“Saving humanity one at a time”) lungo il canale all’altezza dell’ospedale di Urbanstrasse, con la neve come farina che il vento muoveva in ellissi e spirali sulla sottile superficie del ghiaccio, con le barchette di carta e i rifiuti, tra cui un albero di natale, intrappolati nel ghiaccio tra la sponda e il ristorante-barca abbandonato e i corvi che cercavano da mangiare, e coi gabbiani che galleggiavano sulle aperture d’acqua al centro del canale, e poi con le cuoche che fumavano una sigaretta in ciabatte e senza giacca fuori dall’asilo di Brachvogelstrasse e con i palazzoni di cemento, le strade vuote e gli alberi a dozzine, con il bambino turco che chiamava “Anne!” (mamma), mi è capitato di nuovo di pensare: Quanto amo questa città! E quanto durerà?

Ale

postato da t.lupo | 12:19 | commenti (3)


lunedì, gennaio 15, 2007
 

Nomi contraffatti dalla redazione

Sabato sera party all’SO36. Non ci entravo dal capodanno 2006 all’SO. Nel frattempo hanno murato il vecchio cesso dei maschi e io ci ho messo un po’ a capire dove andare a pisciare. Buona parte della scena queer berlinese era presente. Avrei voluto ci fosse anche Beat, lo svizzero con la cesta piena di abiti femminili, ma non c’era. È da un po’ che non lo vedo. Dato che una delle dj era la pornofiocca avevo chiesto anche a Stefan se voleva venire, ma non ha risposto. O è ancora in ospedale oppure non ne vuole più sapere di me. Karl (il mutoide che piace a Elke) ha fatto uno spettacolino con il suo compagno: interpretava un alieno mandato dall’ufficio di collocamento a  redimere una reietta renitente al lavoro. Il goriziano incarnava Mary Poppins. Igor non mi ha salutato. C’erano quelli di AG Gender Killer con il loro banchetto di brochure (Antisemitismo e genere), toppe (Donna non si nasce. Donna si diventa) e spillette (Space invaders against sexism). A sorpresa sono comparsi Felix e il suo ragazzo. Felix gestiva fino a due anni fa un bar a Schlesisches Tor dove Elke passava una ventina di ore alla settimana e spesso il lunedì io e Lupo ci univamo a lei, Andrea, Heike, Malte e/o Rudi e bevevamo una birra dopo l’altra cercando di capire quello che dicevano. Ora quel gruppo non esiste più: Andrea, Heike e Malte se ne sono distaccati e non li vediamo da più di un anno. Ieri sera Elke e Felix hanno deciso che dovevano accoppiarmi a un loro amico: Kalle. Ho scoperto che anche Elke conosce Tony, hanno seguito un corso assieme. Ho scambiato due parole con Tony.
“Ciao!”
Sguardo dubbioso.
“Abbiamo messo su dischi assieme al Subversiv con Sara.”
“Ah, e tu sei Ale o Lupo?”
“Ale. Anche tu conosci Elke allora?”
“Sì, siamo compagni di università. C’è anche Sara?”
“No, io ho studiato in Italia.”
“No, ho detto: C’È ANCHE SARA?”
“Ah, no, voleva venire ma poi Nina le ha chiesto se voleva andare a una festa all’Octopussy e alla fine è andata lì. DJ Corey, che ora si chiama
“Guarda che è bagnato dove ti sei seduto.”
“Ah!” Mi sono spostato in avanti di scatto e ho fatto cadere una bottiglia di birra. “Ecco, adesso è più bagnato.”
Fine del dialogo.

Più tardi, dopo aver sballettato un po’, Elke mi ha raccontato:
“Tony tempo fa mi chiese se in negozio boicottiamo i prodotti israeliani. Io gli dissi che non lo sapevo e il giorno dopo chiesi alle colleghe se era vero. Una di loro è libanese. Mi dissero che a una riunione era stato discusso se comprare o meno delle patate dolci israeliane. Alla fine fu deciso di comprarle. Allora quando rividi Tony glielo raccontai e lui mi fece: Mi dispiace che ti sia presa la briga di chiedere alle tue colleghe. Io gli risposi: non ti deve dispiacere se sono come sono.” Ho pensato: Elke è proprio fica. “E gli chiesi anche da chi aveva sentito dire che boicottiamo Israele. Sai, mi piacerebbe sapere chi mette in giro chiacchiere di questo tipo sul negozio dove lavoro. Lui reagì male e [qui non ho capito]. Da allora non ci siamo più visti. Mi fa piacere che stasera sia venuto a salutarmi.”
Quando ho capito che con Kalle non andava mi sono preso una cotta senza speranze per un turista danese. C’erano un sacco di turisti, l’Oranienstrasse ormai è diventata un’attrazione.

Ale

postato da t.lupo | 00:51 | commenti (6)


venerdì, gennaio 12, 2007
 
Ci vengono incontro sulla Erkstrasse. Lui è appesantito da due borse della spesa, una per mano. Lei tiene tra le dita una sigaretta e di tanto in tanto la porta alla bocca del compagno, che rallentando appena il passo ci fa un tiro. Procedono così finchè non ci superano.

Ale
postato da t.lupo | 22:31 | commenti (2)


martedì, gennaio 09, 2007
 

Tannenbaum und Nilpferd

Come ogni anno a gennaio i marciapiedi si intasano di alberi di Natale abbandonati, che un giorno la BSR verrà a prendersi e porterà...

Rosina mi raccontava che gli alberi di Natale vengono portati allo zoo e dati in pasto agli ippopotami.

Ale

postato da t.lupo | 21:06 | commenti (4)


venerdì, gennaio 05, 2007
 

Ma quanto mi costi?1

Messaggio da Monaco di Ale a Lupo:

Ecco, se vivessi a Monaco mi capiterebbe di vedere dei vagoni merci con su scritto *******, ditta di parenti di mio padre.

Risposta di Lupo:

E cosa fanno? Sono arrivati i biglietti da visita, e il vaticano riabilita O. Wilde.

Risposta di Ale:

Non l’ho mai capito cosa fanno; hanno dei silos in giardino. Bel tempismo Peter. E quand’è che mi riabilitano sta cippa? Ora entro in fiera.

Dopo un paio d’ore, messaggio di Lupo:

Mi vedo costretto a testare un giappo di sola pasta (ramen e udon) nuovo in uhland.2 A te come butta?

Risposta di Ale, dopo un paio d’ore:

Finito in fiera ora copyshop. Mi dirai comE.3

Risposta di Lupo:

Molto semplice ma buono: è un minimarkt con 4 tavoli. Da B.B.4 ho trovato un bellissimo e utile “pronto soccorso per grafici”. Lo conosci?

Risposta di Ale:

No. Segna e lo ordino via ufficio. Ho appena scoperto che Vic ha cambiato prezzi quindi siamo in fiera con listini sbagliati, cool!

Risposta di Lupo:

Vic dovrebbe anche degnarsi di comunicare le sue decisioni. Voglio vedere se c’è in inglese  addirittura in italiano. Finito in copy?

Ale:

No x comunicarlo l’ha comunicato. Il fatto è che decide di cambiare i prezzi oggi quindi catalogo e listini fatti prima di natale da buttare nel cesso. Finito.

Ale chiama Lupo.

Il giorno dopo, messaggio di Ale che fa colazione:

A Guantanamo ci sono Starbucks, Subway, Kentucky Fried Chick e naturalmente McD.

Da Lupo nessuna risposta.

Nuovo messaggio di Ale:

Il weißwurst5 da sborarsi dosso6 qui. Togliergli la buccia però è un’arte che ancora non beherrscho7 appieno. Tu col ginocchio? Sei in giro?

Risposta di Lupo:

Nulla può essere meglio di Monaco per il ww. Io sono in giro: ginocchio ok, lo tengo caldo con un calzino bucato tagliato sotto. Dovrò sottoporti una traduzione.

Ancora Lupo, un paio d’ore più tardi:

Stai andando all’aeroporto? Vengo io o vieni tu a casa? A che ora atterri?

Risposta di Ale:

Ich komme um 20h an. Komme dann nach Hause. Mir geht es momentan nicht so gut: kalt und übel.8

Lupo in risposta:

Fatto il check in ti rilassi e andrà meglio. Buon viaggio. A dopo. Ciao.

Ale dall’aeroporto:

Hier darf man bis zum Gate rauchen. Ich hab den Sitz Nr. 1: den Pädophilensitz.9

Ale dall’aeroporto di Berlin-Tegel:

L’hostess più affettuosa del mondo lavora x la dba. Le tizie di terra invece delle stronze. Sto meglio dopo essere stato coccolato.

Lupo:

Bene. Dimmi quando sei dalle parti della piazza bavarese10 che preparo da mangiare.

Ale, una mezz’ora dopo:

Son lì.

 

1 Citazione pubblicitaria che rivela come il vostro blogger sia rimasto, almeno televisivamente, fermo agli anni ’90.

2 Uhlandstrasse. Strada chic di Charlottenburg/Wilmersdorf.

3 Qui Ale era stanco e la sua ortografia anche.

4 Bücherbogen, libreria d’arte di Savignyplatz. Gran bella libreria tematica, se interessa il tema, anche se chi ci lavora ha abbondante puzza sotto il naso.

5 Wurstel bianco, tipicamente bavarese, fatto fresco ogni giorno e cotto in acqua. Va consumato prima delle 11.00 secondo i puristi. Hans, dimmi se sbaglio.

6 Da sborrarsi addosso. Veneto ibrido.

7 beherrschen significa dominare, conoscere, essere padrone di.

8 Arrivo alle 20.00. vengo a casa. Non sto molto bene in questo momento: freddo e nausea.
Dopo che Ale ha impostato il cellulare sul tedesco per mandare un messaggio a un tedesco, poi non lo reimposta sull’italiano se deve scrivere a Lupo. O ad altri italiani che sanno il tedesco, come possono testimoniare Stefano Cadavere e GP. Aspetta di ripassare all’italiano se deve scrivere a qualcuno che non sa il tedesco. Mmm, interessante, direte voi.

9 Qui si può fumare fin prima dell’imbarco. Ho il posto numero uno, il posto del pedofilo.

10 Bayerischer Platz, stazione della U7 tra l’aeroporto e casa dei vostri eroi.

Ale


postato da t.lupo | 23:52 | commenti (5)