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Stadtschaft
Da Berlino il blog bicefalo che non parla tedesco ovvero due campagnoli veneti nella grande città.

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mercoledì, dicembre 06, 2006
 
Pomelo.

Chiariamo subito che questa storia è successa ad un mio amico. Questo mio amico, sapete, vive a Berlino e in questi giorni è in Italia a casa dei genitori. A Berlino, a volte, al supermercato compra un Pomelo, 1.89 euro al frutto.



Stamattina è andato all'ipermercato Panorama con la mamma per comprare una stampante per i genitori, trovata e pagata nell'apposito scomparto i due hanno proseguito il giro nell'ipermercato comprando poche altre cose, nel reparto frutta, un po' sorpreso nel vederlo, aggiunge un pomelo al carrello. Poi si avviano alle casse generali, dove passando gli oggetti del carrello al nastro la mamma chiede se l'avesse pesato; il mio amico parte di corsa pomelo alla mano, pesa in fretta e furia e torna. 20.74 euro per 14.90 euro al chilo. Torna al banco frutta, cerca (prima non l'aveva visto) e prende il cartellino del prezzo e gira per gli scaffali in cerca di qualcuno a cui dire che per lui la posizione della virgola è sbagliato, sarà certo un euro e 49, considerando che un frutto pesa più o meno un chilo e mezzo i conti si allineerebbero ai prezzi tedeschi, un po' di più forse, ma non dieci volte tanto! Finisce che telefonano al gran capo, il gran capo conferma come tutti quelli prima di lui (mediamente la motivazione è: eh sa quanto costa inportarli da Israele? - il Pomelo si trova o israeliano o cinese - anche se è originario della Malesia - più saporito il primo). Se ne va triste.

Lupo
postato da t.lupo | 13:47 | commenti (13)


sabato, dicembre 02, 2006
 
Robbè mi chiede di rendere pubblica la ricetta del budino della zia Claudia.  Allora, si scaldano a fuoco lento in una pentola, meglio se antiaderente, mezzo litro di latte, 100 grammi di cioccolato fondente (una tavoletta spezzettata), 100 di burro e 100 di zucchero. Si mescola con un cucchiaio di legno finché il burro e il cioccolato non si sono sciolti e lo zucchero non ha smesso di grattare tra cucchiaio e pentola. Si mettono 50 grammi di farina in un setaccio e un po' alla volta la si versa nella pentola. La farina va incorporata al liquido con una frusta: una spolverata di farina e qualche bella frustata circolare, spolverata, frustata, spolverata, frustata, e così via. Se risulta difficile sciogliere i grumi, può aiutare alzare un po' la temperatura, o frustare più forte. Bene. Quando tutta la farina è scomparsa si porta il liquido (che ora è più denso) a ebbolizione. Quando salgono le prime bolle conviene abbassare un po' la fiamma. E ora si mescola col cucchiaio di legno per 10/15 minuti. Si versa quindi il composto in una teglia di ceramica, o in una forma di vetro o di metallo, precedentemente bagnata d'acqua fredda e si fa riposare il tutto finché non è freddo. Poi si infila la teglia o forma che sia in frigo per 2/3 ore. Fatto. Un saluto alla zia Claudia.

Ale
postato da t.lupo | 22:17 | commenti (5)