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Stadtschaft
Da Berlino il blog bicefalo che non parla tedesco ovvero due campagnoli veneti nella grande città.

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lunedì, marzo 27, 2006
 

La guerra che non c’è

La temperatura si è alzata di almeno 15 gradi rispetto alla settimana scorsa. La mattina piove, verso mezzogiorno esce il sole e si suda.
Uscito dal lavoro sulle 19.00, sono sceso in metropolitana, stazione di Bundesplatz, per andare al corso di danza. Il pavimento del primo interrato era ricoperto d’acqua fangosa, il soffitto era fittamente costellato di goccioline. Era umido e freddissimo.
In treno ho continuato la lettura dell’autobiografia di Charlotte von Mahlsdorf. Raccontava della sua fuga tra Mitte e Kreuzberg nell’aprile del ’45, mentre Berlino cadeva a pezzi e bruciava.
Sceso dalla metropolitana mezz’ora dopo la stazione di Gesundbrunnen offriva la stessa atmosfera: una corrente fredda e umida, il pavimento fradicio e il soffitto gocciolante.
Uscito dalla stazione ho preso la strada per la scuola. Faceva di nuovo caldo. Il mio amato Swinemünder Brücke era bloccato al traffico, solo ai pedoni era concesso un metro per attraversarlo. Al centro del ponte l’asfalto era stato estirpato e qua e là giacevano piastre di cemento armato divelto. La faccia della gente che incrociavo mi diceva che non siamo in guerra.

Ale

postato da t.lupo | 23:32 | commenti (12)


mercoledì, marzo 01, 2006
 
Das Schwein ist krepiert



Il 4 luglio del 2003 nel nord dell'Iraq una pattuglia americana agli ordini di un agente CIA cattura 11 militari turchi loro alleati credendoli erroneamente dei terroristi, questi vengono incappucciati, caricati su un camion e rispediti in patria. L'episodio è vissuto come estremamente umiliante.  Qualche tempo dopo il turco Polat, soldato speciale, con un altro turco e un curdo, tornano in Iraq alla ricerca dell'agente CIA per vendicarsi. Nel frattempo gli americani compiono una strage durante una festa di matrimonio, un medico ebreo utilizza i prigionieri di Abu Ghraib per estrarne gli organi e spedirli a Tel Aviv, Londra e New York, l'agente CIA
seduto sopra una sedia minata che uno specialista sta disinnescando non esita a farsi scudo con un coro di bambini curdi e accompagnandoli col piano canta assieme a loro l'Inno alla Gioia. Il padre adottivo della sposa a cui gli americani hanno distrutto il matrimonio spiega alla figlia che cercare la vendetta facendosi esplodere sia un atto che insulta dio e più tardi salverà un giornalista che sta per essere decapitato da un piccolo gruppo di iraqueni.
L'agente CIA tratta con i capi Curdi, Turkmeni e Arabi, con promesse e sotterfugi cerca di dividerli e metterli l'uno contro l'altro, sfugge a ben due attentati (dopo il secondo si diffonde la voce che sia morto e uno dei nostri eroi esclama: das Schwein ist krepiert, il maiale è crepato).
La scena finale si svolge nella grande e isolata casa del vecchio musulmano buono (il padre della sposa), gli americani entrano in scena bombardando il minareto; finalmente quando l'agente CIA muore respiro di sollievo e piccolo applauso.
Il film è Kurtlar Vadisi (la valle dei lupi), titolo e interpreti principali sono gli stessi di un popolare telefilm turco che narra di tre agenti speciali che combattono la mafia nel nord dell'Iraq. É un film cruento e cinematograficamente non eccelso. L'episodio iniziale è realmente accaduto. I due attori americani Billy Zane e Gary Busey sono stati molto criticati negli Stati Uniti per essersi prestati a fare la parte dei cattivi e crediamo troveranno difficoltà a trovare lavoro in patria d'ora in poi. Edmondo Stoiber, capo dell'Unione Cristano-Sociale vorrebbe vietare la distribuzione del film in Germania.
Non tutti gli americani sono cattivi:  i buoni muoiono per mano dei loro stessi commilitoni.
Forse il fim più "sentito" che io abbia mai visto, numerosi gli applausi, ma non da una sola fazione (chi approvava l'orgoglio turco, chi l'islam saggio e moderato e chi era contento semplicemente quando morivano gli americani).

Lupo
postato da t.lupo | 02:29 | commenti (15)